Fulvio Sigurtà SPL

Fulvio Sigurtà – tromba, flicorno, laptop

Andrea Lombardini – basso elettrico, basso acustico, processing

Alessandro Paternesi – batteria


Ospiti:

Ross Stanley – organo hammond

Michele Rabbia – percussioni, elettronica e laptop

A special modern CD, disconcerting at times, “SPL”, the new work by trumpet player, Fulvio Sigurtà, with Andrea Lombardini on electric bass guitar and Alessandro Paternesi on drums, is a surprise, track after track. Sounds studied in the minimum detail, atmospheres suspended in time, a merging of genres, with a rock soul peeping out among the tracks. The leader’s trumpet moves deftly among the full-bodied notes of the commanding rhythmic section, allowing itself experimental excursions. That’s what we find in “Aliasing Memories”, a piece written and thought out for the instrument, but distorted, as if it were an electric guitar.

A mature, decisive, complex CD. Sigurtà’s trio is joined by two exceptional guests: Ross Stanley on the Hammond organ and Michele Rabbia on percussion (and electronics), who endorse the track “Fruity Fly Brain” together. Almost all of the other SPL compositions were fruit of the creativity of the leader, apart from two, written by Lombardini, and “Polly Come Home” by Gene Clark (The Byrds). From the first track, “Like A Bird, Like Your Cage” to the last “In The Moment”, “SPL” explores the new expressive potentials and frontiers of jazz with curiosity and intelligence.

A test of great validity for Fulvio Sigurtà’s third collaboration on CAM Jazz, following the debut of House Of Cards (Cam Jazz Presents) and the last CD “Through The Journey” in duo with Claudio Filippini.

Recorded and mixed in December 2012 at Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio

Cover photo by Andrea Boccalini

REVIEWS
–– L’acronimo che funge da titolo sta a indicare le iniziali dei componenti il trio Sigurtà-Paternesi-Lombardini (gli altri sono ospiti) e quelle di Sound Pressure Level, un livello che aumenta e diminuisce ma sempre con la materia musicale densa e presente. Sigurtà, che possiede un ricercato fraseggio bop, rifugge il bop come genere: il suo eloquio, che si può ben definire splendido (completa padronanza tecnica e voce bellissima, intensa e rilucente), si immette, al contempo contribuendo a crearlo, in un corpus borderline rispetto al canone jazzistico, recuperando e personalizzando (con l’aiuto dei bravissimi compagni) reggae,progressive rock, elettronica, drum’n’bass, noise ed echi di trombettisti tipo Molvær e Hassell.
C’è eleganza nelle composizioni (alternativamente di tutti i componenti) e negli arrangiamenti, che si altalenano tra picchi di potente stratificazione musicale e momenti di calma e distensione, tra ritmi sciolti e fluidi e altri sghembi e spezzati, tutto pregno d’una sottile inquietudine che scombussola l’animo.
28/1/2014 Musica JazzAldo Gianolio

–– Musicisti (tra i 20 e i 40 anni) si confrontano con il linguaggio, consolidato per quanto plastico e poroso, del jazz… Più raffinata l’operazione del trombettista Fulvio Sigurtà (36 anni, vive dal 2007 più a Londra che in Italia) in SPL (CAM JAZZ) suona con il basso di Andrea Lombardini e la batteria di Alessandro Paternesi. Tempi lenti, atmosfere livide e monocrome, suono ricercato e dilatato, climax travolgenti: Sigurtà crea una musica che ha tratti di malinconia ed epicità, un suono trombettistico “lunare”, sezioni improvvisate ma nessuno stereotipo jazz.
16/11/2013 Alias – Il Manifesto Guido Festinese

–– Non è certo casuale che un’etichetta importante come la CAM JAZZ sia molto attenta ai talenti emergenti della scena jazzistica europea. Sembra, infatti, che questo sia uno dei fili conduttori che muove la gran parte di una scelta musicale che da tempo ormai abbiamo imparato ad apprezzare. Ed in questo filone si incastra perfettamente il nuovo disco del trombettista Fulvio Sigurtà, SPL, che insieme a due compagni di viaggio d’eccezione, quali il batterista Alessandro Paternesi e al bassista Alessandro Lombardini, è riuscito a dar vita ad un progetto certamente non convenzionale. Lo diciamo soprattutto perché siamo di fronte ad un artista maturo che ha avuto la capacità di discostarsi dai canoni tradizionali del jazz, per volgere lo sguardo a tematiche decisamente più ambient, in cui l’uso dell’elettronica e delle tecnologie più moderne non viene per nulla disdegnato. E in questo contesto la tromba di Fulvio Sigurtà, che mantiene sempre un fraseggio decisamente minimale, è capace di dar vita a delle sonorità introspettive intrise di quel pizzico di malinconia che certamente non guasta. L’estro del singolo si perde a favore di un lavoro d’insieme che ha alla base un progetto ben preciso e che si discosta dalle tematiche standard.
13/9/2013 Suono Carlo Cammarella

–– The strongest jazz scene outside the US is Italy, and the single best place to discover that scene is CamJazz. The label’s sound, often by the great engineer Stefano Amerio is exceptional. Their CD booklets are beautiful. They record breakthrough artists like Fulvio Sigurtà. SPL pursues a common goal-the blending of jazz and rock and electronics-with uncommon creativity and attention to detail.
Sigurtà is a trumpet player with a pure, brilliant tone whose long lines move off their melodic centers carefully, almost reluctantly, in response to the moment’s emotion. Then they erupt in flames. Even with all the laptops and processors here, musical space is not crowded. The electronic washes and decays do not intrude on Sigurtà’s instrument, but rather place it within sonic landscapes that extend to distant horizons. “Polly Come Home,” by Gene Clark of the Byrds, is the only cover. It undergoes a typical Sigurtà arc, opening in a dark, solemn whisper, exploding in a crescendo powered by Alessandro Paternesi’s drums, subsiding back into the achingly slow call of the melody. “Like a Bird, Like Your Cage” is a vast six-minute trumpet design of exhilarating free lyricism.
Sigurtà’s boldness with electronics and his huge dynamic swings are reminiscent of another great European trumpet player Nils Petter Molvær. But Sigurtà is more patient, more willing to let gestures recur into mantras. “Floating Mosfet” is essentially three trumpet notes, burned into the electronic mist.
20/8/2013 stereophile.com Thomas Conrad

–– Il jazz alla ricerca della modernità. Nuovi suoni, nuove forme espressive, nuove sperimentazioni. “SPL” del trombettista Fulvio Sigurtà (con Andrea Lombardini al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria) è tutto questo. Un disco che guarda avanti, ma che allo stesso tempo dimostra quanto sia importante tutto quello che c’è dietro. Perché con esso Sigurtà si dimostra compositore maturo e deciso, con le idee ben chiare su quale forma debba assumere la sua musica. Musica che si colora anche dell’organo Hammond di Ross Stanley e delle percussioni di Michele Rabbia, autori del brano “Fruity Fly Brain”. Le altre composizioni sono quasi tutte frutto della creatività del leader, con l’eccezione di un paio di brani scritti da Lombardini e della “Polly Come Home” di Gene Clark (Byrds). Tutto fa pensare che ormai si crei musica senza più pensare ai limiti e alle barriere di genere.
Certamente, nel caso di Fulvio Sigurtà, alla riuscita del progetto contribuiscono anche la residenza londinese e la collaborazione con etichette come la Tru Thoughts o la Impossible Ark, elementi importanti per aprire la mente e per dare spazio a nuove contaminazioni. Il tutto unito alle doti artistiche e tecniche che già gli hanno permesso di vincere il “Top Jazz” come miglior nuovo talento del 2011. “SPL” vive di sonorità studiate nei minimi dettagli, di atmosfere rarefatte, di improvvise sferzate rock che saltano fuori tra una traccia e l’altra. Con la tromba di Sigurtà a concedersi anche escursioni sperimentali, come nel caso di “Aliasing Memories”, brano in cui lo strumento, distorto, sembra scritto e pensato come se fosse una chitarra elettrica. Una curiosità sul titolo: oltre a racchiudere le iniziali dei tre protagonisti, “SPL” è l’acronimo di “Sound Pressure Level”, ovvero la misura in decibel della pressione acustica.
26/6/2013 Audioreview Duccio Pasqua

–– Il brano di inizio del nuovo cd di Fulvio Sigurtà è un piccolo poema musicale in sé e reca un titolo altamente allusivo “Like a Bird, Like Your Cage” che evoca una ricerca di libertà. Esso parte con un approccio delicato, un poco malinconico, un tema che però vira, ad un certo momento, verso un’atmosfera molto più contundente, dove la freddezza della tromba si contrappone ad una percussione molto scandita ed opprimente. Ancora un cambio ed il brano torna al tema di partenza, ma questa volta esposto in maniera più vivida, più incisiva, con molti inserti di percussione che ci accompagnano, lentamente, verso il finale.
Influenzato da questo titolo, dal tema della ricerca della libertà, mi sono lasciato contagiare dai brani che seguono, tutti un po’ prometeici, testimoni di una lotta impari, sturmundrangiana.
Sigurtà cerca si spezzare le catene dei generi lanciandosi su brani che, sfiorando il jazz, si tuffano verso la contemporaneità, con tutto il suo carico di Prozac, paranoie ed altre varie amenità.
Però è bello viaggiare senza confini, con l’ebbrezza del ‘folle volo’ di Ulisse e forse il nostro eroe-trombettista riesce anche a risparmiarsi il naufragio finale.
La sua è una musica complessa, di non facile ascolto (eviterei di usarla per la vostra ginnastica aerobica) ma estremamente ricca di fascino anche per l’assoluta mancanza di tentativi di accattivarsi le grazie dell’ascoltatore.
Se siete pratici di Sacre Scritture direi che stiamo ascoltando una ‘vox clamantis’ la ‘voce di uno che grida nel deserto’.
Non di poco conto il suono dell’Hammond di Ross Sutherland Stanley, artista che non conoscevo e che mi ha davvero impressionato per la spiccata personalità mostrata nei suoi interventi.
Alessandro Paternesi non mi impressiona più, invece, perché ormai so quanto è bravo. Il buon Michele Rabbia, se capisco bene, oltre alle sue percussioni apporta anche un’elettronica molto convincente. Al basso, infine, Andrea Lombardini con un bellissimo lavoro di fondo che rende possibile le spericolatezze dei suoi compagni di viaggio.
Ripeto: un CD difficile ma ricco, ricchissimo di contenuti. Con questi materiali altri artisti avrebbero realizzato, probabilmente, un’enciclopedia.
Ci risiamo: dopo i titani i ciclopi. Allora poso la penna, per oggi basta così.
Ciao
1/5/2013 outune.net editorial

–– Il trombettista Fulvio Sigurtà presenta in anteprima, giovedì 28 marzo all’Alexander Platz, il progetto SPL, che uscirà il 16 aprile per la CamJazz. Con lui sul palco, il bassista Andrea Lombardini e il batterista Alessandro Paternesi.
Acronimo di Sound Pressure Level, SPL è un progetto che racchiude tutto il bagaglio artistico di Sigurtà e che rivendica, sempre più fortemente, l’esigenza di una musica senza più confini.
Bresciano di nascita ma londinese d’adozione, Fulvio Sigurtà (premio Top Jazz 2011 come Miglior Nuovo Talento) presenta il suo terzo progetto come leader, dopo l’esordio di House of Cards e Through the Journey in duo con il pianista Claudio Filippini.
Forte di un’esperienza europea al fianco di formazioni non strettamente legate alle sonorità jazz, Fulvio Sigurtà ci offre un ascolto aperto e trasversale, riunendo in un album dal forte impatto sonoro, tutti i linguaggi musicali di cui è padrone: Jazz, tanto Jazz, ma anche Elettronica, Reggae, Drum & Bass e Noise.
Maturità raggiunta dunque, per Fulvio Sigurtà, il quale concede spazio a tutti i suoi ospiti, rifugge dall’ingrato compito di erigersi a unico attore protagonista di un lavoro che invece trova nella coralità il suo più intimo manifestarsi.
L’attacco è inaspettato, seducente, provocatorio: il tema esposto dalla tromba in Like A Bird, Like You Cage, (brano ispirato a un quadro di Max Ernst che contrappone simbolicamente tre momenti temporali di un’ipotetica fuga o liberazione) incanta e galleggia in un limbo melodico, fin quando, improvvisamente, tutto diventa minacciosamente meno rassicurante, galeotti i tamburi di Alessandro Paternesi.
Quella tromba, all’inizio, è come una goccia di rugiada, tenera e solitaria, che ancora deve posarsi in un grande fiume, e quando lo fa, diventa altro, si mescola e reinventa, rimbalza e s’infrange nell’acqua. Si scopre, infatti, che la macchina narrativa e melodica che procede per passaggi essenziali, è solo una delle tante anime di questo bel disco.
Alessandro Paternesi sfodera interiore allegrezza in ogni contatto, anche quando svolge, a perfezione, la funzione di destabilizzatore.
Non mancano momenti di puro svago, dove si condensano citazioni e rimandi (Dance Of Equality). Andrea Lombardini al basso elettrico, anche autore di un paio di brani, e Ross Stanley all’Hammond completano il cast di grande capacità e, una volta valorizzato lo spessore di ogni compagno, non rimane al leader che dimostrare il suo segno: le sue linee sono morbide o aguzze, mistiche o velenose (in Aliasing Memories ne dà un esempio lampante), sempre screziate da intimi umori emotivi.
26/3/2013 momentosera.it editorial